Le 50 regole di Max

  1. Quando qualcuno dice «è una questione di principio», è il momento di chiedere quanto è disposto a spendere per quel principio.
  2. La frase «è una cosa semplicissima» precede spesso la scoperta che semplice non è.
  3. Un documento conservato bene vale più di dieci ricordi perfetti.
  4. Quello che oggi tutti ricordano, fra tre anni potrebbe non ricordarlo più nessuno.
  5. Se una cosa importante può essere messa per iscritto, è meglio metterla per iscritto.
  6. Prima di iniziare una causa bisogna sapere non soltanto perché si ha ragione, ma soprattutto che cosa si vuole ottenere.
  7. Vincere una causa e recuperare il denaro sono due problemi diversi.
  8. Un buon accordo non è necessariamente una resa: qualche volta è una vittoria che arriva prima.
  9. Il testimone più sicuro oggi potrebbe diventare molto meno sicuro quando arriverà il momento di deporre.
  10. Un termine scaduto non diventa meno scaduto perché nessuno se n’era accorto.
  11. «Me l’avevano detto» è un ottimo inizio per una conversazione e una pessima prova documentale.
  12. Il giudice conosce il diritto, ma il fascicolo bisogna comunque spiegarglielo bene.
  13. Un atto di cinquanta pagine non è necessariamente più convincente di uno di venti. È sicuramente più lungo.
  14. L’allegato dimenticato può fare più danni dell’aggettivo sbagliato.
  15. Il silenzio della controparte non significa necessariamente che abbia capito, accettato o rinunciato. Significa innanzitutto che tace.
  16. Nel diritto le certezze assolute sono rare; le scadenze, invece, sono molto precise.
  17. Un messaggio WhatsApp scritto in trenta secondi può rimanere in un fascicolo per anni.
  18. Prima di premere “Invia” conviene sempre immaginare quel messaggio letto ad alta voce in udienza.
  19. Il momento più economico per leggere un contratto è prima di firmarlo.
  20. La frase «è un contratto standard» non significa che le sue clausole siano irrilevanti.
  21. In condominio tutti sono favorevoli al buon senso, finché non arriva il momento di dividere la spesa.
  22. I millesimi diventano improvvisamente interessantissimi quando arriva il consuntivo.
  23. Una delibera che nessuno legge può diventare interessantissima il giorno dopo la scadenza del termine per impugnarla.
  24. Nei rapporti di vicinato pochi centimetri possono assumere dimensioni sorprendenti.
  25. Nelle successioni l’aritmetica è semplice; i rapporti familiari molto meno.
  26. Quando tutti gli eredi dicono «siamo perfettamente d’accordo», è un ottimo momento per mettere l’accordo per iscritto.
  27. Anche tra parenti, ciò che viene prestato resta più serenamente un prestito quando è documentato.
  28. Il canone che verrà pagato «sicuramente la prossima settimana» merita comunque di essere segnato come non pagato questa settimana.
  29. Il deposito cauzionale non diventa automaticamente l’ultimo canone di locazione.
  30. Anche la restituzione delle chiavi merita due righe scritte bene.
  31. Nel recupero crediti sapere che il debitore deve pagare è importante; sapere se può pagare lo è altrettanto.
  32. Un decreto ingiuntivo può creare un titolo esecutivo. Non può creare un conto corrente capiente.
  33. Il pignoramento è la fase in cui il diritto incontra il patrimonio.
  34. Prima di spendere cento per recuperarne cinquanta è opportuno fare almeno un conto.
  35. Quando il problema è tecnico, anche il miglior argomento giuridico può avere bisogno di un buon tecnico.
  36. Una fotografia scattata prima della riparazione vale molto più della descrizione di ciò che non si può più vedere.
  37. Dire «il danno è enorme» è meno utile che riuscire a dimostrare quanto vale.
  38. La quantificazione del danno è il momento in cui l’indignazione deve imparare a usare la calcolatrice.
  39. Una diffida scritta bene serve più di dieci minacce di «andare subito per avvocati».
  40. La causa migliore è qualche volta quella che una buona lettera riesce a evitare.
  41. La PEC non diventa meno ricevuta perché nessuno l’ha aperta.
  42. Il calendario dell’avvocato non serve a sapere che giorno è: serve a sapere che cosa succede se quel giorno passa.
  43. La prima domanda dell’avvocato può sembrare estranea al problema. Spesso è proprio quella che decide il problema.
  44. Il fatto che sembra più importante al cliente non è sempre quello più importante per il giudice.
  45. È molto meglio raccontare al proprio avvocato oggi un fatto scomodo che farglielo scoprire domani dalla controparte.
  46. Delle notifiche ci si accorge soprattutto quando qualcosa è andato storto.
  47. I tempi della giustizia sono lunghi; i termini processuali hanno invece una sorprendente fretta.
  48. Il rinvio di un’udienza sembra lunghissimo a chi aspetta e brevissimo a chi deve prepararla.
  49. A volte il miglior consiglio che un avvocato può dare è di non iniziare una causa.
  50. Un buon avvocato non promette come finirà una causa: fa in modo che il cliente sappia perché vale — o non vale — la pena iniziarla.