Dal “legalese” all’italiano 250 termini giuridici spiegati in modo semplice

Il linguaggio del diritto utilizza parole che spesso hanno un significato diverso da quello comune. Questo glossario traduce 250 termini, compresi quelli più specialistici, in un italiano comprensibile anche a chi non lavora nel settore.

Le spiegazioni sono volutamente sintetiche: servono a orientare il lettore e non sostituiscono l’esame della legge o del singolo caso.

1. Il processo e i suoi protagonisti

  1. Attore — La parte che avvia una causa civile proponendo una domanda contro un’altra persona.
  2. Convenuto — La parte chiamata in giudizio dall’attore.
  3. Ricorrente — Chi si rivolge al giudice mediante un ricorso.
  4. Resistente — La parte che si difende contro il ricorso.
  5. Parte processuale — Il soggetto che partecipa al processo facendo valere una domanda o contrastandola.
  6. Terzo — Chi non era inizialmente parte della causa, ma può entrarvi o esservi chiamato perché coinvolto nella controversia.
  7. Litisconsorte — Una delle persone che partecipano allo stesso processo dalla medesima parte.
  8. Litisconsorzio necessario — La situazione in cui la causa deve svolgersi obbligatoriamente nei confronti di più soggetti.
  9. Litisconsorzio facoltativo — La partecipazione di più parti allo stesso processo per ragioni di collegamento o convenienza, pur non essendo indispensabile.
  10. Intervento volontario — L’ingresso spontaneo di un terzo in una causa già iniziata.
  11. Chiamata in causa del terzo — L’atto con cui una parte coinvolge nel processo un altro soggetto.
  12. Estromissione — L’uscita dal processo di una parte quando vengono meno le ragioni della sua partecipazione.
  13. Successione nel processo — Il subentro di un altro soggetto nella posizione processuale di una parte.
  14. Legittimazione ad agire — La corrispondenza tra chi propone la domanda e chi afferma di essere titolare del diritto discusso.
  15. Legittimazione passiva — La corrispondenza tra il soggetto citato e colui contro il quale la domanda può essere proposta.
  16. Interesse ad agire — L’utilità concreta e attuale che la parte può ottenere dalla decisione del giudice.
  17. Capacità processuale — L’idoneità a compiere validamente gli atti del processo.
  18. Rappresentanza processuale — Il potere di agire in giudizio in nome di un’altra persona.
  19. Procura alle liti — L’atto con cui il cliente attribuisce all’avvocato il potere di rappresentarlo e difenderlo nel processo.
  20. Difensore costituito — L’avvocato formalmente nominato e presente nel processo per una parte.
  21. Patrocinio a spese dello Stato — Il sistema che consente a chi possiede determinati requisiti economici di essere assistito da un avvocato con spese a carico dello Stato.
  22. Pubblico ministero — Il magistrato che esercita le funzioni previste dalla legge nell’interesse pubblico e, in alcune cause civili, deve intervenire.
  23. Giudice istruttore — Il giudice che dirige la fase di trattazione e di acquisizione delle prove nel processo civile.
  24. Collegio — L’organo giudicante formato da più magistrati anziché da un solo giudice.
  25. Ausiliario del giudice — Il soggetto che presta al giudice un’attività tecnica o materiale, come il consulente, il custode o il delegato alla vendita.

2. Atti, domande, termini e vizi processuali

  1. Atto di citazione — L’atto con cui si propone una domanda e si invita il convenuto a comparire davanti al giudice.
  2. Ricorso — L’atto con cui si chiede direttamente al giudice di adottare un provvedimento.
  3. Comparsa di costituzione e risposta — L’atto con cui il convenuto entra nel processo ed espone le proprie difese.
  4. Comparsa conclusionale — L’atto finale in cui una parte riordina e sviluppa le proprie argomentazioni prima della decisione.
  5. Memoria difensiva — Un atto scritto con cui si precisano domande, contestazioni, fatti o argomenti giuridici.
  6. Nota di trattazione scritta — L’atto depositato quando l’udienza viene sostituita dallo scambio di note scritte.
  7. Domanda giudiziale — La richiesta di tutela rivolta al giudice.
  8. Petitum — Il risultato concreto e il tipo di provvedimento richiesti al giudice.
  9. Causa petendi — I fatti e le ragioni giuridiche posti a fondamento della domanda.
  10. Eccezione — La difesa con cui si oppone un fatto o una ragione capace di impedire, modificare o estinguere la pretesa avversaria.
  11. Eccezione in senso stretto — L’eccezione che può essere presa in considerazione soltanto se proposta dalla parte interessata.
  12. Eccezione rilevabile d’ufficio — La questione che il giudice può considerare anche senza una specifica richiesta della parte.
  13. Domanda riconvenzionale — La domanda autonoma proposta dal convenuto contro l’attore nello stesso processo.
  14. Emendatio libelli — La modifica consentita di una domanda già proposta, senza trasformarla in una domanda sostanzialmente nuova.
  15. Mutatio libelli — Il cambiamento della domanda tale da introdurre un oggetto o una causa sostanzialmente diversi.
  16. Contraddittorio — Il principio per cui ogni parte deve poter conoscere e contestare ciò che viene sostenuto contro di lei.
  17. Costituzione in giudizio — L’ingresso formale di una parte nel processo mediante il deposito del proprio atto difensivo.
  18. Contumacia — La mancata costituzione in giudizio di una parte; non equivale automaticamente ad ammettere le ragioni avversarie.
  19. Preclusione — La perdita della possibilità di compiere un atto perché non è stato effettuato nel momento previsto.
  20. Termine perentorio — Un termine che, se non rispettato, comporta di regola la perdita del potere di compiere l’atto.
  21. Termine ordinatorio — Un termine destinato a regolare il procedimento, la cui scadenza non produce automaticamente una decadenza.
  22. Rimessione in termini — Il provvedimento che consente di compiere tardivamente un atto quando il ritardo non è imputabile alla parte.
  23. Nullità processuale — Il vizio di un atto del processo per mancanza dei requisiti necessari al raggiungimento del suo scopo.
  24. Sanatoria — La situazione in cui il vizio di un atto perde efficacia, per esempio perché l’atto ha comunque raggiunto il suo scopo.
  25. Inammissibilità — L’impossibilità di esaminare una domanda o un atto perché manca una condizione richiesta dalla legge.

3. Svolgimento della causa e prove

  1. Improcedibilità — L’impossibilità di proseguire il procedimento perché non è stato compiuto un adempimento necessario.
  2. Litispendenza — La contemporanea pendenza della stessa causa davanti a giudici diversi.
  3. Continenza — Il rapporto tra due cause quando una comprende, per oggetto, anche l’altra.
  4. Connessione — Il collegamento tra cause per soggetti, fatti, domande o questioni comuni.
  5. Riunione dei procedimenti — La trattazione congiunta di più cause collegate.
  6. Separazione delle cause — La prosecuzione autonoma di domande che erano state trattate insieme.
  7. Competenza — La regola che individua quale ufficio giudiziario deve decidere la controversia.
  8. Competenza per valore — L’individuazione del giudice in base al valore economico della causa.
  9. Competenza per materia — L’individuazione del giudice in base al tipo di controversia.
  10. Competenza per territorio — L’individuazione del giudice in base al collegamento geografico stabilito dalla legge.
  11. Foro convenzionale — Il giudice territorialmente scelto dalle parti mediante accordo, quando la legge lo consente.
  12. Giurisdizione — Il potere attribuito a un determinato ordine di giudici di decidere una controversia.
  13. Regolamento di competenza — Il procedimento davanti alla Corte di cassazione diretto a stabilire quale giudice sia competente.
  14. Regolamento preventivo di giurisdizione — Lo strumento per ottenere dalla Cassazione una decisione sulla giurisdizione prima della definizione della causa.
  15. Onere della prova — La regola che stabilisce quale parte deve dimostrare i fatti rilevanti per ottenere una decisione favorevole.
  16. Principio di non contestazione — La regola per cui i fatti specificamente allegati e non contestati dalla controparte possono essere considerati acquisiti al processo.
  17. Prova documentale — La dimostrazione di un fatto mediante documenti.
  18. Prova testimoniale — La dichiarazione resa al giudice da una persona informata sui fatti.
  19. Capitolo di prova — La formulazione specifica del fatto sul quale si chiede di interrogare un testimone.
  20. Interrogatorio formale — Il mezzo di prova diretto a provocare la confessione della parte su fatti a lei sfavorevoli.
  21. Interrogatorio libero — Le domande rivolte dal giudice alle parti per chiarire i fatti, senza gli effetti propri dell’interrogatorio formale.
  22. Confessione giudiziale — La dichiarazione resa nel processo con cui una parte riconosce un fatto a sé sfavorevole e favorevole all’altra.
  23. Giuramento decisorio — Il mezzo di prova deferito da una parte all’altra, dal cui esito può dipendere la decisione della controversia.
  24. Presunzione semplice — La conclusione che il giudice ricava da fatti noti attraverso un ragionamento basato su gravità, precisione e concordanza.
  25. Presunzione legale — La conseguenza che la legge collega direttamente a un fatto, dispensando in tutto o in parte dalla prova.

4. Accertamenti tecnici e provvedimenti del giudice

  1. Consulenza tecnica d’ufficio – CTU — L’attività dell’esperto nominato dal giudice per fornire conoscenze tecniche necessarie alla decisione.
  2. Consulente tecnico di parte – CTP — L’esperto nominato da una parte per partecipare alle operazioni del consulente del giudice e formulare osservazioni.
  3. Accertamento tecnico preventivo – ATP — Il procedimento utilizzato per esaminare anticipatamente lo stato di luoghi, beni, persone o danni.
  4. Consulenza preventiva ai fini conciliativi — L’accertamento tecnico richiesto anche per favorire una soluzione della controversia prima della causa ordinaria.
  5. Ordine di esibizione — Il provvedimento con cui il giudice impone a una parte o a un terzo di mostrare un documento o una cosa.
  6. Ispezione giudiziale — L’esame diretto di persone, luoghi o cose disposto dal giudice.
  7. Disconoscimento della scrittura privata — La contestazione formale dell’autenticità della propria sottoscrizione o scrittura.
  8. Verificazione della scrittura privata — Il procedimento diretto ad accertare l’autenticità di una scrittura disconosciuta.
  9. Querela di falso — L’azione diretta a contestare la veridicità di un atto pubblico o di una scrittura dotata di particolare efficacia probatoria.
  10. Prova contraria — La prova utilizzata per smentire quanto dimostrato o sostenuto dalla controparte.
  11. Ordinanza — Il provvedimento con cui il giudice disciplina il procedimento o decide determinate questioni.
  12. Decreto — Un provvedimento normalmente emesso senza contraddittorio preventivo o con forme semplificate nei casi stabiliti dalla legge.
  13. Sentenza — Il provvedimento con cui il giudice decide in tutto o in parte la controversia.
  14. Sentenza definitiva — La decisione che chiude il giudizio davanti al giudice che l’ha pronunciata.
  15. Sentenza non definitiva — La decisione che risolve soltanto alcune questioni, lasciando proseguire la causa sulle altre.
  16. Sentenza di accertamento — La decisione che dichiara l’esistenza o l’inesistenza di un diritto o rapporto giuridico.
  17. Sentenza costitutiva — La decisione che crea, modifica o estingue un rapporto giuridico.
  18. Sentenza di condanna — La decisione che impone a una parte di dare, fare o non fare qualcosa.
  19. Motivazione — La parte del provvedimento in cui il giudice espone le ragioni di fatto e di diritto della decisione.
  20. Dispositivo — La parte conclusiva della decisione che contiene ciò che il giudice concretamente stabilisce.
  21. Obiter dictum — Un’affermazione contenuta nella motivazione che non costituisce la ragione decisiva della pronuncia.
  22. Ratio decidendi — La regola o argomentazione giuridica essenziale sulla quale si fonda la decisione.
  23. Correzione di errore materiale — Il procedimento che elimina sviste o inesattezze evidenti presenti nel provvedimento senza modificarne la sostanza.
  24. Soccombenza — La situazione della parte le cui domande o difese non sono state accolte.
  25. Compensazione delle spese — La decisione per cui ciascuna parte sopporta, in tutto o in parte, le proprie spese legali.

5. Impugnazioni, cautela e soluzioni alternative

  1. Spese di lite — Le spese sostenute per il processo, comprese quelle per la difesa e gli altri costi riconosciuti dal giudice.
  2. Distrazione delle spese — L’attribuzione direttamente al difensore, quando ne ricorrono i presupposti, delle somme liquidate per compensi e spese.
  3. Giudicato formale — La condizione del provvedimento che non è più soggetto ai mezzi ordinari di impugnazione.
  4. Giudicato sostanziale — L’effetto vincolante dell’accertamento definitivo tra le parti, i loro eredi e aventi causa.
  5. Acquiescenza — L’accettazione espressa o desumibile della decisione, incompatibile con la volontà di impugnarla.
  6. Impugnazione — Lo strumento previsto dalla legge per contestare un provvedimento giudiziario.
  7. Appello — L’impugnazione con cui si chiede al giudice di secondo grado di riesaminare la decisione di primo grado.
  8. Gravame incidentale — L’impugnazione proposta da una parte all’interno del procedimento già avviato dall’impugnazione altrui.
  9. Ricorso per cassazione — L’impugnazione diretta alla Corte di cassazione per i motivi previsti dalla legge, principalmente relativi a errori di diritto o vizi della decisione.
  10. Rinvio della Cassazione — La restituzione della causa a un altro giudice perché la decida applicando il principio indicato dalla Corte di cassazione.
  11. Cassazione senza rinvio — L’annullamento della decisione senza necessità di un nuovo giudizio nei casi previsti dalla legge.
  12. Revocazione — L’impugnazione ammessa per particolari errori, fatti o circostanze indicati dalla legge.
  13. Opposizione di terzo — L’impugnazione con cui un soggetto estraneo al processo contesta una sentenza che pregiudica i suoi diritti.
  14. Reclamo — Il rimedio utilizzato per chiedere il riesame di determinati provvedimenti.
  15. Sospensione dell’efficacia esecutiva — Il provvedimento che blocca temporaneamente la possibilità di eseguire una decisione impugnata.
  16. Procedimento cautelare — Il procedimento rapido diretto a proteggere provvisoriamente un diritto minacciato durante il tempo necessario per la decisione ordinaria.
  17. Sequestro giudiziario — La custodia giudiziale di beni la cui proprietà o disponibilità è controversa.
  18. Sequestro conservativo — Il vincolo sui beni del debitore destinato a evitare che la futura esecuzione diventi inutile.
  19. Provvedimento d’urgenza — La misura cautelare adottabile quando un diritto è minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile e manca una tutela cautelare specifica.
  20. Inibitoria — L’ordine del giudice che vieta provvisoriamente un comportamento o sospende gli effetti di un atto.
  21. Mediazione — Il procedimento in cui un soggetto imparziale aiuta le parti a cercare un accordo.
  22. Negoziazione assistita — Il procedimento in cui le parti, assistite dagli avvocati, tentano di risolvere consensualmente la controversia.
  23. Conciliazione — L’accordo con cui le parti compongono una controversia, spesso con l’intervento di un giudice o di un terzo.
  24. Transazione — Il contratto con cui le parti, mediante reciproche concessioni, chiudono o prevengono una lite.
  25. Arbitrato — La decisione di una controversia affidata, per accordo delle parti, a uno o più arbitri invece che al giudice statale.

6. Crediti ed esecuzione forzata

  1. Clausola compromissoria — La clausola con cui le parti stabiliscono che future controversie saranno decise da arbitri.
  2. Compromesso arbitrale — L’accordo con cui una controversia già sorta viene affidata ad arbitri.
  3. Lodo arbitrale — La decisione pronunciata dagli arbitri.
  4. Decreto ingiuntivo — L’ordine giudiziale di pagare una somma o consegnare una cosa, emesso sulla base dei presupposti e della prova richiesti dalla legge.
  5. Opposizione a decreto ingiuntivo — Il giudizio con cui l’ingiunto contesta l’esistenza o l’ammontare del credito.
  6. Provvisoria esecutorietà — La possibilità di eseguire un provvedimento anche se non è ancora definitivo.
  7. Titolo esecutivo — L’atto o il provvedimento che consente di iniziare l’esecuzione forzata.
  8. Atto di precetto — L’intimazione al debitore di adempiere entro il termine indicato, prima dell’esecuzione.
  9. Esecuzione forzata — Il procedimento con cui si attua coattivamente un diritto rimasto insoddisfatto.
  10. Espropriazione forzata — L’esecuzione che aggredisce i beni del debitore per convertirli in denaro e soddisfare i creditori.
  11. Pignoramento — L’atto che vincola determinati beni o crediti del debitore all’esecuzione.
  12. Pignoramento mobiliare — Il pignoramento di beni mobili appartenenti al debitore.
  13. Pignoramento immobiliare — Il pignoramento di immobili del debitore.
  14. Pignoramento presso terzi — Il pignoramento di crediti o beni del debitore che si trovano presso un altro soggetto, come una banca o un datore di lavoro.
  15. Dichiarazione del terzo — La comunicazione con cui il terzo pignorato indica se possiede beni o deve somme al debitore.
  16. Creditore procedente — Il creditore che avvia l’esecuzione forzata.
  17. Creditore intervenuto — Il creditore che entra in una procedura esecutiva già iniziata da un altro.
  18. Debitore esecutato — La persona contro la quale si svolge l’esecuzione.
  19. Conversione del pignoramento — La sostituzione dei beni pignorati con una somma di denaro nei modi e nei termini stabiliti dalla legge.
  20. Riduzione del pignoramento — La limitazione del vincolo quando il valore dei beni pignorati è eccessivo rispetto al credito.
  21. Custode giudiziario — Il soggetto incaricato di conservare e amministrare il bene pignorato o sequestrato.
  22. Delegato alla vendita — Il professionista incaricato dal giudice di compiere le operazioni della vendita forzata.
  23. Vendita senza incanto — La modalità ordinaria di vendita forzata basata sulla presentazione di offerte secondo le regole fissate.
  24. Aggiudicazione — L’attribuzione del bene al soggetto che ha presentato l’offerta risultata vincente.
  25. Decreto di trasferimento — Il provvedimento che trasferisce all’aggiudicatario la proprietà del bene espropriato.

7. Obbligazioni e contratti

  1. Assegnazione — L’attribuzione al creditore di un bene o di un credito pignorato in soddisfazione del proprio diritto.
  2. Distribuzione del ricavato — La ripartizione tra i creditori del denaro ottenuto dall’esecuzione.
  3. Opposizione all’esecuzione — L’azione con cui si contesta il diritto del creditore di procedere esecutivamente.
  4. Opposizione agli atti esecutivi — L’azione con cui si contestano la regolarità formale o specifici atti dell’esecuzione.
  5. Esecuzione per consegna o rilascio — Il procedimento diretto a ottenere coattivamente un bene mobile o la disponibilità di un immobile.
  6. Obbligazione — Il rapporto per cui un soggetto deve eseguire una prestazione nell’interesse di un altro.
  7. Creditore — Chi ha il diritto di ottenere una prestazione.
  8. Debitore — Chi è tenuto a eseguire la prestazione.
  9. Prestazione — Il comportamento dovuto, che può consistere nel dare, fare o non fare qualcosa.
  10. Adempimento — L’esecuzione esatta della prestazione dovuta.
  11. Inadempimento — La mancata o inesatta esecuzione dell’obbligazione.
  12. Adempimento del terzo — L’esecuzione della prestazione da parte di un soggetto diverso dal debitore.
  13. Mora del debitore — Il ritardo giuridicamente rilevante del debitore nell’adempimento.
  14. Mora del creditore — Il rifiuto ingiustificato del creditore di ricevere la prestazione correttamente offerta.
  15. Costituzione in mora — L’atto con cui il creditore richiede formalmente l’adempimento al debitore.
  16. Diffida ad adempiere — L’intimazione a eseguire il contratto entro un termine adeguato, con avvertimento che in mancanza il contratto si risolverà.
  17. Obbligazione solidale — L’obbligazione in cui ciascun debitore può essere tenuto all’intero, oppure ciascun creditore può esigere l’intero, secondo il tipo di solidarietà.
  18. Obbligazione parziaria — L’obbligazione divisa tra più soggetti, ciascuno tenuto o avente diritto soltanto per la propria quota.
  19. Obbligazione alternativa — L’obbligazione che può essere adempiuta eseguendo una tra più prestazioni previste.
  20. Obbligazione indivisibile — L’obbligazione avente a oggetto una prestazione che non può essere frazionata.
  21. Cessione del credito — Il trasferimento del diritto di credito a un altro soggetto.
  22. Cessione del contratto — Il trasferimento a un terzo dell’intera posizione derivante da un contratto, con i consensi richiesti.
  23. Delegazione — L’operazione con cui un soggetto incarica un altro di pagare o di obbligarsi verso un terzo.
  24. Espromissione — L’assunzione spontanea, da parte di un terzo, del debito altrui verso il creditore.
  25. Accollo — L’accordo con cui un terzo assume il debito di un’altra persona.

8. Validità, scioglimento e garanzie contrattuali

  1. Novazione — L’estinzione di un’obbligazione sostituita con una nuova, diversa per oggetto, titolo o soggetti nei casi previsti.
  2. Compensazione — L’estinzione di due debiti reciproci fino alla concorrenza dell’importo comune.
  3. Confusione — L’estinzione dell’obbligazione quando creditore e debitore diventano la stessa persona.
  4. Remissione del debito — La rinuncia del creditore al proprio credito.
  5. Impossibilità sopravvenuta — L’impossibilità di eseguire la prestazione verificatasi dopo la nascita dell’obbligazione per una causa non imputabile al debitore.
  6. Contratto preliminare — Il contratto con cui le parti si obbligano a concludere in futuro un contratto definitivo.
  7. Esecuzione in forma specifica — La tutela che permette di ottenere, quando possibile, lo stesso risultato dovuto e non soltanto un risarcimento in denaro.
  8. Condizione sospensiva — L’evento futuro e incerto dal quale dipende l’inizio degli effetti del contratto.
  9. Condizione risolutiva — L’evento futuro e incerto che, se si verifica, fa cessare gli effetti del contratto.
  10. Termine essenziale — Il termine oltre il quale la prestazione non conserva più l’utilità prevista per il creditore.
  11. Clausola risolutiva espressa — La clausola che collega la risoluzione del contratto all’inadempimento di una specifica obbligazione.
  12. Risoluzione del contratto — Lo scioglimento del contratto per inadempimento, impossibilità sopravvenuta o eccessiva onerosità nei casi previsti.
  13. Recesso — Il potere di una parte di sciogliersi unilateralmente dal contratto quando lo consentono la legge o l’accordo.
  14. Disdetta — La comunicazione diretta a impedire il rinnovo di un contratto alla scadenza.
  15. Nullità — La forma più grave di invalidità del contratto, prevista quando manca un requisito essenziale o viene violata una norma inderogabile.
  16. Annullabilità — L’invalidità che permette alla parte protetta dalla legge di chiedere l’annullamento del contratto.
  17. Rescissione — Il rimedio per determinati contratti conclusi in stato di pericolo o in condizioni di grave sproporzione legate allo stato di bisogno.
  18. Simulazione — L’accordo con cui le parti dichiarano un contratto che non vogliono realmente oppure ne nascondono uno diverso.
  19. Contratto fiduciario — L’operazione in cui un diritto viene attribuito con l’obbligo di utilizzarlo o ritrasferirlo secondo un accordo interno.
  20. Caparra confirmatoria — La somma o quantità di cose fungibili consegnata come conferma dell’impegno e garanzia contro l’inadempimento.
  21. Caparra penitenziale — Il corrispettivo stabilito per l’esercizio del diritto di recesso.
  22. Clausola penale — La clausola che predetermina la prestazione dovuta in caso di inadempimento o ritardo.
  23. Clausola vessatoria — Una clausola particolarmente gravosa, sottoposta a specifiche regole di approvazione o validità secondo il tipo di contratto.
  24. Fideiussione — La garanzia personale con cui un soggetto si obbliga verso il creditore per il debito altrui.
  25. Beneficio di escussione — Il diritto del garante di pretendere, quando previsto, che il creditore agisca prima contro il debitore principale.

9. Responsabilità, danni, proprietà e abitazione

  1. Responsabilità contrattuale — La responsabilità derivante dall’inadempimento di un’obbligazione preesistente.
  2. Responsabilità extracontrattuale — La responsabilità per aver causato ingiustamente un danno al di fuori di uno specifico rapporto obbligatorio.
  3. Responsabilità oggettiva — La responsabilità collegata dalla legge a una determinata situazione anche senza la normale prova della colpa.
  4. Dolo — La volontà consapevole di realizzare un fatto o un inadempimento.
  5. Colpa — La violazione di regole di prudenza, diligenza, perizia o di specifiche norme, senza volontà di provocare l’evento.
  6. Colpa grave — Una negligenza particolarmente marcata rispetto al comportamento esigibile.
  7. Nesso causale — Il collegamento necessario tra una condotta e l’evento dannoso.
  8. Danno emergente — La perdita economica effettivamente subita.
  9. Lucro cessante — Il guadagno che il danneggiato non ha potuto conseguire a causa dell’illecito o dell’inadempimento.
  10. Danno patrimoniale — Il pregiudizio economicamente valutabile subito dal patrimonio.
  11. Danno non patrimoniale — Il pregiudizio a interessi della persona non direttamente economici, risarcibile nei casi riconosciuti dall’ordinamento.
  12. Danno biologico — La lesione temporanea o permanente dell’integrità psicofisica medicalmente accertabile.
  13. Perdita di chance — La perdita concreta di una seria possibilità di ottenere un risultato favorevole.
  14. Concorso di colpa del danneggiato — Il contributo del danneggiato alla produzione o all’aggravamento del proprio danno.
  15. Caso fortuito — L’evento imprevedibile e inevitabile che può interrompere il collegamento tra una condotta e il danno.
  16. Forza maggiore — L’evento esterno, straordinario e irresistibile che impedisce di adempiere o evitare un danno.
  17. Arricchimento senza causa — Il vantaggio patrimoniale ottenuto a danno di un altro senza una valida giustificazione giuridica.
  18. Ripetizione dell’indebito — L’azione per ottenere la restituzione di ciò che è stato pagato senza essere dovuto.
  19. Azione revocatoria — L’azione con cui il creditore chiede che un atto del debitore pregiudizievole alla garanzia patrimoniale sia dichiarato inefficace nei suoi confronti.
  20. Garanzia patrimoniale generica — Il principio per cui il debitore risponde delle obbligazioni con i propri beni presenti e futuri.
  21. Proprietà — Il diritto di godere e disporre di un bene in modo pieno ed esclusivo entro i limiti dell’ordinamento.
  22. Possesso — L’esercizio di fatto dei poteri corrispondenti alla proprietà o a un altro diritto reale.
  23. Detenzione — La disponibilità materiale di un bene riconoscendo l’altrui diritto su di esso.
  24. Usucapione — L’acquisto della proprietà o di un altro diritto reale mediante un possesso protratto per il tempo e con i requisiti stabiliti dalla legge.
  25. Trascrizione — La pubblicità nei registri immobiliari che rende determinati atti opponibili ai terzi e risolve i conflitti tra più acquirenti.

10. Diritti reali, condominio, locazioni e successioni

  1. Usufrutto — Il diritto di utilizzare un bene altrui e ricavarne i frutti rispettandone la destinazione economica.
  2. Nuda proprietà — La proprietà priva temporaneamente del godimento attribuito all’usufruttuario.
  3. Uso — Il diritto di servirsi di un bene e raccoglierne i frutti nei limiti dei bisogni propri e della famiglia.
  4. Abitazione — Il diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della famiglia.
  5. Servitù prediale — Il peso imposto su un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a un diverso proprietario.
  6. Enfiteusi — Il diritto reale che consente di godere di un fondo altrui con l’obbligo di migliorarlo e pagare un canone.
  7. Superficie — Il diritto di costruire o mantenere una costruzione separandone la proprietà da quella del suolo.
  8. Comunione — La contitolarità dello stesso diritto su un bene da parte di più persone.
  9. Divisione — Lo scioglimento della comunione mediante attribuzione dei beni o del loro valore ai partecipanti.
  10. Pertinenza — La cosa destinata stabilmente al servizio o all’ornamento di un’altra cosa principale.
  11. Condominio — La situazione in cui coesistono proprietà esclusive e parti comuni dello stesso edificio.
  12. Millesimi — I valori proporzionali utilizzati, nei limiti previsti, per ripartire spese e voti condominiali.
  13. Innovazione condominiale — L’opera che modifica le parti comuni per migliorarle, trasformarle o destinarle a un nuovo uso.
  14. Supercondominio — Il complesso di più edifici o condomìni che condividono beni, impianti o servizi comuni.
  15. Locazione — Il contratto con cui una parte concede a un’altra il godimento di un bene per un periodo e un corrispettivo.
  16. Comodato — Il contratto essenzialmente gratuito con cui un bene viene consegnato perché sia usato e poi restituito.
  17. Sfratto per morosità — Il procedimento con cui il locatore chiede il rilascio dell’immobile a causa del mancato pagamento.
  18. Licenza per finita locazione — Il procedimento avviato prima della scadenza per ottenere il rilascio quando il contratto terminerà.
  19. Legittimario — Il familiare al quale la legge riserva una quota dell’eredità.
  20. Quota di legittima — La parte del patrimonio ereditario riservata per legge ai legittimari.
  21. Collazione ereditaria — Il conferimento, reale o contabile, di determinate donazioni ricevute dal defunto da parte dei coeredi tenuti alla collazione.
  22. Rappresentazione ereditaria — Il meccanismo che consente ai discendenti di subentrare nel luogo e nel grado del loro ascendente che non può o non vuole succedere.
  23. Retratto successorio — Il diritto dei coeredi di riscattare la quota ereditaria venduta a un estraneo alle condizioni stabilite dalla legge.
  24. Accettazione con beneficio d’inventario — L’accettazione che mantiene separati il patrimonio dell’erede e quello ereditario, limitando la responsabilità nei termini previsti.
  25. Eredità giacente — La situazione dell’eredità non ancora accettata e priva di un possessore, amministrata da un curatore nominato dal giudice.

Fonti essenziali

  • Codice civile vigente, portale Normattiva.
  • Codice di procedura civile vigente, portale Normattiva.
  • Glossario del Ministero della Giustizia.

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