Vero o falso? 50 falsi miti e curiosità sul diritto

Nel diritto circolano molte convinzioni date per certe. Alcune sono corrette, altre soltanto parzialmente, altre ancora completamente sbagliate.

Mettetevi alla prova: vero o falso?

  1. Un messaggio WhatsApp può essere utilizzato come prova in giudizio. — VERO.
    Messaggi e conversazioni digitali possono assumere valore probatorio, ferma la possibilità di contestarne provenienza, integrità e contenuto.
  2. Se non ritiro una raccomandata, è come se non l’avessi mai ricevuta. — FALSO.
    Il mancato ritiro non impedisce necessariamente che la comunicazione o la notificazione produca i propri effetti.
  3. Un contratto verbale non ha mai valore. — FALSO.
    Molti contratti possono essere conclusi anche verbalmente. Il problema, spesso, è riuscire successivamente a provarne esistenza e contenuto.
  4. Una fotografia può essere utilizzata come prova. — VERO.
    Le fotografie possono contribuire alla dimostrazione di un fatto e vengono valutate insieme agli altri elementi disponibili.
  5. Se voto contro una spesa condominiale, non sono tenuto a pagarla. — FALSO.
    Il voto contrario non esonera normalmente dal pagamento di una spesa validamente deliberata.
  6. Una delibera condominiale può vincolare anche chi era assente all’assemblea. — VERO.
    Se validamente assunta, la deliberazione produce normalmente effetti anche nei confronti dei condomini assenti.
  7. L’amministratore può fare tutto ciò che ritiene utile per il condominio. — FALSO.
    I suoi poteri sono delimitati dalla legge, dal regolamento e dalle deliberazioni assembleari.
  8. Per impugnare una delibera condominiale annullabile può esserci un termine di 30 giorni. — VERO.
    L’art. 1137 c.c. prevede questo termine nelle ipotesi disciplinate dalla legge.
  9. Se l’inquilino non paga, il proprietario può cambiare la serratura. — FALSO.
    Il proprietario non può farsi giustizia da sé e deve utilizzare le procedure previste dall’ordinamento.
  10. La morosità del conduttore può consentire di promuovere uno sfratto. — VERO.
    Quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge, il locatore può utilizzare la specifica procedura di sfratto per morosità.
  11. Il deposito cauzionale può essere automaticamente utilizzato dall’inquilino per pagare gli ultimi canoni. — FALSO.
    Il conduttore non può normalmente decidere unilateralmente di sostituire il pagamento dei canoni con la cauzione.
  12. Alla fine della locazione è utile documentare la restituzione delle chiavi. — VERO.
    La riconsegna delle chiavi può essere importante per stabilire quando l’immobile sia stato effettivamente restituito.
  13. Se possiedo una fattura, ottengo automaticamente un decreto ingiuntivo. — FALSO.
    Devono comunque essere verificati l’esistenza del credito, la documentazione e i presupposti richiesti dalla legge.
  14. Vincere una causa non significa necessariamente riuscire a recuperare il denaro. — VERO.
    L’esistenza del diritto e la solvibilità del debitore sono due questioni differenti.
  15. È possibile pignorare, nei casi e nei limiti previsti dalla legge, crediti che il debitore vanta verso terzi. — VERO.
    È ciò che avviene, ad esempio, nel pignoramento presso terzi.
  16. Se il debitore non possiede immobili, non può essere pignorato. — FALSO.
    Possono essere aggrediti, quando ne ricorrono le condizioni, anche altri beni o crediti.
  17. Se vinco la causa, il debitore sarà obbligato a pagarmi spontaneamente. — FALSO.
    Se non adempie volontariamente può essere necessario iniziare una procedura esecutiva.
  18. Chi chiede il risarcimento di un danno deve normalmente dimostrare anche il danno subito. — VERO.
    Non basta affermare di aver subito un pregiudizio: occorre affrontare anche il problema della sua prova e quantificazione.
  19. In alcune controversie una consulenza tecnica può essere determinante. — VERO.
    Infiltrazioni, difetti edilizi, questioni mediche e altri problemi tecnici possono richiedere competenze specialistiche.
  20. Quando il problema è tecnico basta comunque l’avvocato, perché il giudice deve conoscere tutto. — FALSO.
    Le questioni tecniche possono richiedere consulenti e accertamenti specifici.
  21. Un testamento olografo deve essere scritto a mano dal testatore, datato e sottoscritto. — VERO.
    Sono requisiti essenziali previsti dalla legge per questa forma testamentaria.
  22. I figli sono obbligati ad accettare l’eredità dei genitori. — FALSO.
    Chi è chiamato all’eredità può, ricorrendone i presupposti, accettarla oppure rinunciarvi.
  23. È possibile rinunciare a un’eredità. — VERO.
    La legge disciplina espressamente la rinuncia all’eredità.
  24. I debiti si estinguono sempre con la morte del debitore. — FALSO.
    I debiti possono entrare nella successione, ragione per cui la situazione patrimoniale deve essere valutata attentamente.
  25. Alcuni familiari hanno diritto per legge a una quota dell’eredità. — VERO.
    Sono i cosiddetti legittimari, ai quali l’ordinamento riserva determinate quote.
  26. Con un testamento ciascuno può sempre lasciare tutto il proprio patrimonio a chi vuole. — FALSO.
    La libertà testamentaria incontra i limiti posti dalla tutela dei legittimari.
  27. Una PEC può produrre effetti anche se il destinatario non la apre. — VERO.
    La mancata lettura non impedisce, di per sé, gli effetti collegati alla regolare consegna del messaggio.
  28. Una normale e-mail non ha mai alcun valore giuridico. — FALSO.
    Anche una e-mail ordinaria può assumere rilevanza probatoria a seconda del caso concreto.
  29. Registrare una conversazione alla quale si partecipa è sempre un reato. — FALSO.
    La materia è più articolata: occorre distinguere la registrazione effettuata da un partecipante da altre forme di captazione e considerare anche l’uso successivo della registrazione.
  30. In una causa vince chi porta il maggior numero di testimoni. — FALSO.
    Le testimonianze non vengono semplicemente contate: il giudice ne valuta attendibilità, coerenza e rilevanza.
  31. Se ho ragione non ho bisogno di prove. — FALSO.
    Nel processo avere ragione e riuscire a dimostrarlo possono essere due cose molto diverse.
  32. Il giudice conosce il diritto. — VERO.
    Il principio tradizionalmente espresso con iura novit curia attribuisce al giudice l’individuazione e l’applicazione delle norme giuridiche ai fatti ritualmente introdotti nel processo.
  33. Un avvocato può garantire al cliente il risultato di una causa. — FALSO.
    Può valutare il caso, i rischi e le probabilità, ma non può garantire quale sarà la decisione del giudice.
  34. Chi perde una causa paga sempre e integralmente tutto ciò che l’altra parte ha speso per il proprio avvocato. — FALSO.
    La soccombenza è il criterio generale, ma esistono eccezioni e la liquidazione giudiziale non coincide necessariamente con quanto effettivamente pagato.
  35. In molte cause il cliente non deve necessariamente partecipare personalmente a ogni udienza. — VERO.
    La necessità della presenza personale dipende dal tipo di procedimento e dalla singola udienza.
  36. Se firmo un contratto senza leggerlo, il contratto non mi vincola. — FALSO.
    La mancata lettura non elimina normalmente gli effetti di ciò che è stato sottoscritto.
  37. Un contratto definito “standard” può essere modificato dalle parti. — VERO.
    La parola “standard” non significa che le clausole siano necessariamente immutabili.
  38. Se una clausola è stata firmata, è necessariamente valida. — FALSO.
    Una clausola può essere nulla, inefficace o soggetta a particolari requisiti anche se contenuta in un documento sottoscritto.
  39. Un preventivo può assumere valore contrattuale. — VERO.
    Dipende dal suo contenuto e dalle modalità con cui è stato accettato.
  40. Se l’altra parte non rispetta il contratto, posso sempre e immediatamente smettere anch’io di adempiere. — FALSO.
    L’eccezione d’inadempimento esiste, ma ha presupposti e limiti che devono essere valutati nel caso concreto.
  41. A casa mia posso fare qualsiasi cosa perché sono il proprietario. — FALSO.
    La proprietà incontra limiti derivanti dalla legge, dai diritti altrui, dalle norme condominiali e dalla disciplina amministrativa.
  42. Anche gli alberi nel proprio giardino possono essere soggetti a regole sulle distanze dai confini. — VERO.
    Il codice civile disciplina distanze, rami e radici nei rapporti tra fondi confinanti.
  43. Per contestare civilmente il rumore del vicino deve essere necessariamente superato un unico limite fisso di decibel. — FALSO.
    La valutazione civilistica delle immissioni non si riduce alla semplice verifica di una soglia numerica prestabilita per ogni situazione.
  44. Il regolamento condominiale può stabilire qualsiasi cosa se tutti lo hanno approvato. — FALSO.
    Esistono limiti che neppure l’autonomia privata può superare.
  45. L’amministratore di condominio deve rendere conto della propria gestione. — VERO.
    La rendicontazione costituisce uno degli obblighi fondamentali connessi all’incarico.
  46. Il normale deterioramento dell’immobile dovuto all’uso non equivale automaticamente a un danno imputabile all’inquilino. — VERO.
    La legge distingue il deterioramento derivante dall’uso conforme al contratto dai danni imputabili al conduttore.
  47. Anche dopo la scadenza del contratto il proprietario non può riprendersi arbitrariamente l’immobile se il conduttore non lo ha ancora riconsegnato. — VERO.
    Il rilascio deve avvenire secondo gli strumenti consentiti dall’ordinamento.
  48. Andare da un avvocato non significa necessariamente iniziare una causa. — VERO.
    La consulenza può servire proprio a verificare se il contenzioso possa essere evitato o se non convenga intraprenderlo.
  49. Un prestito di denaro tra familiari può esistere anche senza un contratto formale scritto. — VERO.
    L’assenza di un documento non esclude automaticamente il rapporto, anche se può rendere molto più difficile provarne natura e condizioni.
  50. Una diffida scritta correttamente può, nei casi previsti dalla legge, avere effetti anche sulla prescrizione del credito. — VERO.
    Un atto idoneo a costituire in mora il debitore può produrre effetti interruttivi della prescrizione.

Una piccola conclusione

Nel diritto le parole “sempre” e “mai” sono spesso quelle da utilizzare con maggiore cautela.

La stessa regola può avere eccezioni, condizioni di applicazione o conseguenze diverse a seconda dei fatti.

Per questo, prima di affidarsi al classico «mi hanno detto che…», può essere utile verificare quale sia davvero la regola applicabile.

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