Nel diritto circolano molte convinzioni date per certe. Alcune sono corrette, altre soltanto parzialmente, altre ancora completamente sbagliate.
Mettetevi alla prova: vero o falso?
- Un messaggio WhatsApp può essere utilizzato come prova in giudizio. — VERO.
Messaggi e conversazioni digitali possono assumere valore probatorio, ferma la possibilità di contestarne provenienza, integrità e contenuto. - Se non ritiro una raccomandata, è come se non l’avessi mai ricevuta. — FALSO.
Il mancato ritiro non impedisce necessariamente che la comunicazione o la notificazione produca i propri effetti. - Un contratto verbale non ha mai valore. — FALSO.
Molti contratti possono essere conclusi anche verbalmente. Il problema, spesso, è riuscire successivamente a provarne esistenza e contenuto. - Una fotografia può essere utilizzata come prova. — VERO.
Le fotografie possono contribuire alla dimostrazione di un fatto e vengono valutate insieme agli altri elementi disponibili. - Se voto contro una spesa condominiale, non sono tenuto a pagarla. — FALSO.
Il voto contrario non esonera normalmente dal pagamento di una spesa validamente deliberata. - Una delibera condominiale può vincolare anche chi era assente all’assemblea. — VERO.
Se validamente assunta, la deliberazione produce normalmente effetti anche nei confronti dei condomini assenti. - L’amministratore può fare tutto ciò che ritiene utile per il condominio. — FALSO.
I suoi poteri sono delimitati dalla legge, dal regolamento e dalle deliberazioni assembleari. - Per impugnare una delibera condominiale annullabile può esserci un termine di 30 giorni. — VERO.
L’art. 1137 c.c. prevede questo termine nelle ipotesi disciplinate dalla legge. - Se l’inquilino non paga, il proprietario può cambiare la serratura. — FALSO.
Il proprietario non può farsi giustizia da sé e deve utilizzare le procedure previste dall’ordinamento. - La morosità del conduttore può consentire di promuovere uno sfratto. — VERO.
Quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge, il locatore può utilizzare la specifica procedura di sfratto per morosità. - Il deposito cauzionale può essere automaticamente utilizzato dall’inquilino per pagare gli ultimi canoni. — FALSO.
Il conduttore non può normalmente decidere unilateralmente di sostituire il pagamento dei canoni con la cauzione. - Alla fine della locazione è utile documentare la restituzione delle chiavi. — VERO.
La riconsegna delle chiavi può essere importante per stabilire quando l’immobile sia stato effettivamente restituito. - Se possiedo una fattura, ottengo automaticamente un decreto ingiuntivo. — FALSO.
Devono comunque essere verificati l’esistenza del credito, la documentazione e i presupposti richiesti dalla legge. - Vincere una causa non significa necessariamente riuscire a recuperare il denaro. — VERO.
L’esistenza del diritto e la solvibilità del debitore sono due questioni differenti. - È possibile pignorare, nei casi e nei limiti previsti dalla legge, crediti che il debitore vanta verso terzi. — VERO.
È ciò che avviene, ad esempio, nel pignoramento presso terzi. - Se il debitore non possiede immobili, non può essere pignorato. — FALSO.
Possono essere aggrediti, quando ne ricorrono le condizioni, anche altri beni o crediti. - Se vinco la causa, il debitore sarà obbligato a pagarmi spontaneamente. — FALSO.
Se non adempie volontariamente può essere necessario iniziare una procedura esecutiva. - Chi chiede il risarcimento di un danno deve normalmente dimostrare anche il danno subito. — VERO.
Non basta affermare di aver subito un pregiudizio: occorre affrontare anche il problema della sua prova e quantificazione. - In alcune controversie una consulenza tecnica può essere determinante. — VERO.
Infiltrazioni, difetti edilizi, questioni mediche e altri problemi tecnici possono richiedere competenze specialistiche. - Quando il problema è tecnico basta comunque l’avvocato, perché il giudice deve conoscere tutto. — FALSO.
Le questioni tecniche possono richiedere consulenti e accertamenti specifici. - Un testamento olografo deve essere scritto a mano dal testatore, datato e sottoscritto. — VERO.
Sono requisiti essenziali previsti dalla legge per questa forma testamentaria. - I figli sono obbligati ad accettare l’eredità dei genitori. — FALSO.
Chi è chiamato all’eredità può, ricorrendone i presupposti, accettarla oppure rinunciarvi. - È possibile rinunciare a un’eredità. — VERO.
La legge disciplina espressamente la rinuncia all’eredità. - I debiti si estinguono sempre con la morte del debitore. — FALSO.
I debiti possono entrare nella successione, ragione per cui la situazione patrimoniale deve essere valutata attentamente. - Alcuni familiari hanno diritto per legge a una quota dell’eredità. — VERO.
Sono i cosiddetti legittimari, ai quali l’ordinamento riserva determinate quote. - Con un testamento ciascuno può sempre lasciare tutto il proprio patrimonio a chi vuole. — FALSO.
La libertà testamentaria incontra i limiti posti dalla tutela dei legittimari. - Una PEC può produrre effetti anche se il destinatario non la apre. — VERO.
La mancata lettura non impedisce, di per sé, gli effetti collegati alla regolare consegna del messaggio. - Una normale e-mail non ha mai alcun valore giuridico. — FALSO.
Anche una e-mail ordinaria può assumere rilevanza probatoria a seconda del caso concreto. - Registrare una conversazione alla quale si partecipa è sempre un reato. — FALSO.
La materia è più articolata: occorre distinguere la registrazione effettuata da un partecipante da altre forme di captazione e considerare anche l’uso successivo della registrazione. - In una causa vince chi porta il maggior numero di testimoni. — FALSO.
Le testimonianze non vengono semplicemente contate: il giudice ne valuta attendibilità, coerenza e rilevanza. - Se ho ragione non ho bisogno di prove. — FALSO.
Nel processo avere ragione e riuscire a dimostrarlo possono essere due cose molto diverse. - Il giudice conosce il diritto. — VERO.
Il principio tradizionalmente espresso con iura novit curia attribuisce al giudice l’individuazione e l’applicazione delle norme giuridiche ai fatti ritualmente introdotti nel processo. - Un avvocato può garantire al cliente il risultato di una causa. — FALSO.
Può valutare il caso, i rischi e le probabilità, ma non può garantire quale sarà la decisione del giudice. - Chi perde una causa paga sempre e integralmente tutto ciò che l’altra parte ha speso per il proprio avvocato. — FALSO.
La soccombenza è il criterio generale, ma esistono eccezioni e la liquidazione giudiziale non coincide necessariamente con quanto effettivamente pagato. - In molte cause il cliente non deve necessariamente partecipare personalmente a ogni udienza. — VERO.
La necessità della presenza personale dipende dal tipo di procedimento e dalla singola udienza. - Se firmo un contratto senza leggerlo, il contratto non mi vincola. — FALSO.
La mancata lettura non elimina normalmente gli effetti di ciò che è stato sottoscritto. - Un contratto definito “standard” può essere modificato dalle parti. — VERO.
La parola “standard” non significa che le clausole siano necessariamente immutabili. - Se una clausola è stata firmata, è necessariamente valida. — FALSO.
Una clausola può essere nulla, inefficace o soggetta a particolari requisiti anche se contenuta in un documento sottoscritto. - Un preventivo può assumere valore contrattuale. — VERO.
Dipende dal suo contenuto e dalle modalità con cui è stato accettato. - Se l’altra parte non rispetta il contratto, posso sempre e immediatamente smettere anch’io di adempiere. — FALSO.
L’eccezione d’inadempimento esiste, ma ha presupposti e limiti che devono essere valutati nel caso concreto. - A casa mia posso fare qualsiasi cosa perché sono il proprietario. — FALSO.
La proprietà incontra limiti derivanti dalla legge, dai diritti altrui, dalle norme condominiali e dalla disciplina amministrativa. - Anche gli alberi nel proprio giardino possono essere soggetti a regole sulle distanze dai confini. — VERO.
Il codice civile disciplina distanze, rami e radici nei rapporti tra fondi confinanti. - Per contestare civilmente il rumore del vicino deve essere necessariamente superato un unico limite fisso di decibel. — FALSO.
La valutazione civilistica delle immissioni non si riduce alla semplice verifica di una soglia numerica prestabilita per ogni situazione. - Il regolamento condominiale può stabilire qualsiasi cosa se tutti lo hanno approvato. — FALSO.
Esistono limiti che neppure l’autonomia privata può superare. - L’amministratore di condominio deve rendere conto della propria gestione. — VERO.
La rendicontazione costituisce uno degli obblighi fondamentali connessi all’incarico. - Il normale deterioramento dell’immobile dovuto all’uso non equivale automaticamente a un danno imputabile all’inquilino. — VERO.
La legge distingue il deterioramento derivante dall’uso conforme al contratto dai danni imputabili al conduttore. - Anche dopo la scadenza del contratto il proprietario non può riprendersi arbitrariamente l’immobile se il conduttore non lo ha ancora riconsegnato. — VERO.
Il rilascio deve avvenire secondo gli strumenti consentiti dall’ordinamento. - Andare da un avvocato non significa necessariamente iniziare una causa. — VERO.
La consulenza può servire proprio a verificare se il contenzioso possa essere evitato o se non convenga intraprenderlo. - Un prestito di denaro tra familiari può esistere anche senza un contratto formale scritto. — VERO.
L’assenza di un documento non esclude automaticamente il rapporto, anche se può rendere molto più difficile provarne natura e condizioni. - Una diffida scritta correttamente può, nei casi previsti dalla legge, avere effetti anche sulla prescrizione del credito. — VERO.
Un atto idoneo a costituire in mora il debitore può produrre effetti interruttivi della prescrizione.
Una piccola conclusione
Nel diritto le parole “sempre” e “mai” sono spesso quelle da utilizzare con maggiore cautela.
La stessa regola può avere eccezioni, condizioni di applicazione o conseguenze diverse a seconda dei fatti.
Per questo, prima di affidarsi al classico «mi hanno detto che…», può essere utile verificare quale sia davvero la regola applicabile.
