Il linguaggio del diritto utilizza parole che spesso hanno un significato diverso da quello comune. Questo glossario traduce 250 termini, compresi quelli più specialistici, in un italiano comprensibile anche a chi non lavora nel settore.
Le spiegazioni sono volutamente sintetiche: servono a orientare il lettore e non sostituiscono l’esame della legge o del singolo caso.
1. Il processo e i suoi protagonisti
- Attore — La parte che avvia una causa civile proponendo una domanda contro un’altra persona.
- Convenuto — La parte chiamata in giudizio dall’attore.
- Ricorrente — Chi si rivolge al giudice mediante un ricorso.
- Resistente — La parte che si difende contro il ricorso.
- Parte processuale — Il soggetto che partecipa al processo facendo valere una domanda o contrastandola.
- Terzo — Chi non era inizialmente parte della causa, ma può entrarvi o esservi chiamato perché coinvolto nella controversia.
- Litisconsorte — Una delle persone che partecipano allo stesso processo dalla medesima parte.
- Litisconsorzio necessario — La situazione in cui la causa deve svolgersi obbligatoriamente nei confronti di più soggetti.
- Litisconsorzio facoltativo — La partecipazione di più parti allo stesso processo per ragioni di collegamento o convenienza, pur non essendo indispensabile.
- Intervento volontario — L’ingresso spontaneo di un terzo in una causa già iniziata.
- Chiamata in causa del terzo — L’atto con cui una parte coinvolge nel processo un altro soggetto.
- Estromissione — L’uscita dal processo di una parte quando vengono meno le ragioni della sua partecipazione.
- Successione nel processo — Il subentro di un altro soggetto nella posizione processuale di una parte.
- Legittimazione ad agire — La corrispondenza tra chi propone la domanda e chi afferma di essere titolare del diritto discusso.
- Legittimazione passiva — La corrispondenza tra il soggetto citato e colui contro il quale la domanda può essere proposta.
- Interesse ad agire — L’utilità concreta e attuale che la parte può ottenere dalla decisione del giudice.
- Capacità processuale — L’idoneità a compiere validamente gli atti del processo.
- Rappresentanza processuale — Il potere di agire in giudizio in nome di un’altra persona.
- Procura alle liti — L’atto con cui il cliente attribuisce all’avvocato il potere di rappresentarlo e difenderlo nel processo.
- Difensore costituito — L’avvocato formalmente nominato e presente nel processo per una parte.
- Patrocinio a spese dello Stato — Il sistema che consente a chi possiede determinati requisiti economici di essere assistito da un avvocato con spese a carico dello Stato.
- Pubblico ministero — Il magistrato che esercita le funzioni previste dalla legge nell’interesse pubblico e, in alcune cause civili, deve intervenire.
- Giudice istruttore — Il giudice che dirige la fase di trattazione e di acquisizione delle prove nel processo civile.
- Collegio — L’organo giudicante formato da più magistrati anziché da un solo giudice.
- Ausiliario del giudice — Il soggetto che presta al giudice un’attività tecnica o materiale, come il consulente, il custode o il delegato alla vendita.
2. Atti, domande, termini e vizi processuali
- Atto di citazione — L’atto con cui si propone una domanda e si invita il convenuto a comparire davanti al giudice.
- Ricorso — L’atto con cui si chiede direttamente al giudice di adottare un provvedimento.
- Comparsa di costituzione e risposta — L’atto con cui il convenuto entra nel processo ed espone le proprie difese.
- Comparsa conclusionale — L’atto finale in cui una parte riordina e sviluppa le proprie argomentazioni prima della decisione.
- Memoria difensiva — Un atto scritto con cui si precisano domande, contestazioni, fatti o argomenti giuridici.
- Nota di trattazione scritta — L’atto depositato quando l’udienza viene sostituita dallo scambio di note scritte.
- Domanda giudiziale — La richiesta di tutela rivolta al giudice.
- Petitum — Il risultato concreto e il tipo di provvedimento richiesti al giudice.
- Causa petendi — I fatti e le ragioni giuridiche posti a fondamento della domanda.
- Eccezione — La difesa con cui si oppone un fatto o una ragione capace di impedire, modificare o estinguere la pretesa avversaria.
- Eccezione in senso stretto — L’eccezione che può essere presa in considerazione soltanto se proposta dalla parte interessata.
- Eccezione rilevabile d’ufficio — La questione che il giudice può considerare anche senza una specifica richiesta della parte.
- Domanda riconvenzionale — La domanda autonoma proposta dal convenuto contro l’attore nello stesso processo.
- Emendatio libelli — La modifica consentita di una domanda già proposta, senza trasformarla in una domanda sostanzialmente nuova.
- Mutatio libelli — Il cambiamento della domanda tale da introdurre un oggetto o una causa sostanzialmente diversi.
- Contraddittorio — Il principio per cui ogni parte deve poter conoscere e contestare ciò che viene sostenuto contro di lei.
- Costituzione in giudizio — L’ingresso formale di una parte nel processo mediante il deposito del proprio atto difensivo.
- Contumacia — La mancata costituzione in giudizio di una parte; non equivale automaticamente ad ammettere le ragioni avversarie.
- Preclusione — La perdita della possibilità di compiere un atto perché non è stato effettuato nel momento previsto.
- Termine perentorio — Un termine che, se non rispettato, comporta di regola la perdita del potere di compiere l’atto.
- Termine ordinatorio — Un termine destinato a regolare il procedimento, la cui scadenza non produce automaticamente una decadenza.
- Rimessione in termini — Il provvedimento che consente di compiere tardivamente un atto quando il ritardo non è imputabile alla parte.
- Nullità processuale — Il vizio di un atto del processo per mancanza dei requisiti necessari al raggiungimento del suo scopo.
- Sanatoria — La situazione in cui il vizio di un atto perde efficacia, per esempio perché l’atto ha comunque raggiunto il suo scopo.
- Inammissibilità — L’impossibilità di esaminare una domanda o un atto perché manca una condizione richiesta dalla legge.
3. Svolgimento della causa e prove
- Improcedibilità — L’impossibilità di proseguire il procedimento perché non è stato compiuto un adempimento necessario.
- Litispendenza — La contemporanea pendenza della stessa causa davanti a giudici diversi.
- Continenza — Il rapporto tra due cause quando una comprende, per oggetto, anche l’altra.
- Connessione — Il collegamento tra cause per soggetti, fatti, domande o questioni comuni.
- Riunione dei procedimenti — La trattazione congiunta di più cause collegate.
- Separazione delle cause — La prosecuzione autonoma di domande che erano state trattate insieme.
- Competenza — La regola che individua quale ufficio giudiziario deve decidere la controversia.
- Competenza per valore — L’individuazione del giudice in base al valore economico della causa.
- Competenza per materia — L’individuazione del giudice in base al tipo di controversia.
- Competenza per territorio — L’individuazione del giudice in base al collegamento geografico stabilito dalla legge.
- Foro convenzionale — Il giudice territorialmente scelto dalle parti mediante accordo, quando la legge lo consente.
- Giurisdizione — Il potere attribuito a un determinato ordine di giudici di decidere una controversia.
- Regolamento di competenza — Il procedimento davanti alla Corte di cassazione diretto a stabilire quale giudice sia competente.
- Regolamento preventivo di giurisdizione — Lo strumento per ottenere dalla Cassazione una decisione sulla giurisdizione prima della definizione della causa.
- Onere della prova — La regola che stabilisce quale parte deve dimostrare i fatti rilevanti per ottenere una decisione favorevole.
- Principio di non contestazione — La regola per cui i fatti specificamente allegati e non contestati dalla controparte possono essere considerati acquisiti al processo.
- Prova documentale — La dimostrazione di un fatto mediante documenti.
- Prova testimoniale — La dichiarazione resa al giudice da una persona informata sui fatti.
- Capitolo di prova — La formulazione specifica del fatto sul quale si chiede di interrogare un testimone.
- Interrogatorio formale — Il mezzo di prova diretto a provocare la confessione della parte su fatti a lei sfavorevoli.
- Interrogatorio libero — Le domande rivolte dal giudice alle parti per chiarire i fatti, senza gli effetti propri dell’interrogatorio formale.
- Confessione giudiziale — La dichiarazione resa nel processo con cui una parte riconosce un fatto a sé sfavorevole e favorevole all’altra.
- Giuramento decisorio — Il mezzo di prova deferito da una parte all’altra, dal cui esito può dipendere la decisione della controversia.
- Presunzione semplice — La conclusione che il giudice ricava da fatti noti attraverso un ragionamento basato su gravità, precisione e concordanza.
- Presunzione legale — La conseguenza che la legge collega direttamente a un fatto, dispensando in tutto o in parte dalla prova.
4. Accertamenti tecnici e provvedimenti del giudice
- Consulenza tecnica d’ufficio – CTU — L’attività dell’esperto nominato dal giudice per fornire conoscenze tecniche necessarie alla decisione.
- Consulente tecnico di parte – CTP — L’esperto nominato da una parte per partecipare alle operazioni del consulente del giudice e formulare osservazioni.
- Accertamento tecnico preventivo – ATP — Il procedimento utilizzato per esaminare anticipatamente lo stato di luoghi, beni, persone o danni.
- Consulenza preventiva ai fini conciliativi — L’accertamento tecnico richiesto anche per favorire una soluzione della controversia prima della causa ordinaria.
- Ordine di esibizione — Il provvedimento con cui il giudice impone a una parte o a un terzo di mostrare un documento o una cosa.
- Ispezione giudiziale — L’esame diretto di persone, luoghi o cose disposto dal giudice.
- Disconoscimento della scrittura privata — La contestazione formale dell’autenticità della propria sottoscrizione o scrittura.
- Verificazione della scrittura privata — Il procedimento diretto ad accertare l’autenticità di una scrittura disconosciuta.
- Querela di falso — L’azione diretta a contestare la veridicità di un atto pubblico o di una scrittura dotata di particolare efficacia probatoria.
- Prova contraria — La prova utilizzata per smentire quanto dimostrato o sostenuto dalla controparte.
- Ordinanza — Il provvedimento con cui il giudice disciplina il procedimento o decide determinate questioni.
- Decreto — Un provvedimento normalmente emesso senza contraddittorio preventivo o con forme semplificate nei casi stabiliti dalla legge.
- Sentenza — Il provvedimento con cui il giudice decide in tutto o in parte la controversia.
- Sentenza definitiva — La decisione che chiude il giudizio davanti al giudice che l’ha pronunciata.
- Sentenza non definitiva — La decisione che risolve soltanto alcune questioni, lasciando proseguire la causa sulle altre.
- Sentenza di accertamento — La decisione che dichiara l’esistenza o l’inesistenza di un diritto o rapporto giuridico.
- Sentenza costitutiva — La decisione che crea, modifica o estingue un rapporto giuridico.
- Sentenza di condanna — La decisione che impone a una parte di dare, fare o non fare qualcosa.
- Motivazione — La parte del provvedimento in cui il giudice espone le ragioni di fatto e di diritto della decisione.
- Dispositivo — La parte conclusiva della decisione che contiene ciò che il giudice concretamente stabilisce.
- Obiter dictum — Un’affermazione contenuta nella motivazione che non costituisce la ragione decisiva della pronuncia.
- Ratio decidendi — La regola o argomentazione giuridica essenziale sulla quale si fonda la decisione.
- Correzione di errore materiale — Il procedimento che elimina sviste o inesattezze evidenti presenti nel provvedimento senza modificarne la sostanza.
- Soccombenza — La situazione della parte le cui domande o difese non sono state accolte.
- Compensazione delle spese — La decisione per cui ciascuna parte sopporta, in tutto o in parte, le proprie spese legali.
5. Impugnazioni, cautela e soluzioni alternative
- Spese di lite — Le spese sostenute per il processo, comprese quelle per la difesa e gli altri costi riconosciuti dal giudice.
- Distrazione delle spese — L’attribuzione direttamente al difensore, quando ne ricorrono i presupposti, delle somme liquidate per compensi e spese.
- Giudicato formale — La condizione del provvedimento che non è più soggetto ai mezzi ordinari di impugnazione.
- Giudicato sostanziale — L’effetto vincolante dell’accertamento definitivo tra le parti, i loro eredi e aventi causa.
- Acquiescenza — L’accettazione espressa o desumibile della decisione, incompatibile con la volontà di impugnarla.
- Impugnazione — Lo strumento previsto dalla legge per contestare un provvedimento giudiziario.
- Appello — L’impugnazione con cui si chiede al giudice di secondo grado di riesaminare la decisione di primo grado.
- Gravame incidentale — L’impugnazione proposta da una parte all’interno del procedimento già avviato dall’impugnazione altrui.
- Ricorso per cassazione — L’impugnazione diretta alla Corte di cassazione per i motivi previsti dalla legge, principalmente relativi a errori di diritto o vizi della decisione.
- Rinvio della Cassazione — La restituzione della causa a un altro giudice perché la decida applicando il principio indicato dalla Corte di cassazione.
- Cassazione senza rinvio — L’annullamento della decisione senza necessità di un nuovo giudizio nei casi previsti dalla legge.
- Revocazione — L’impugnazione ammessa per particolari errori, fatti o circostanze indicati dalla legge.
- Opposizione di terzo — L’impugnazione con cui un soggetto estraneo al processo contesta una sentenza che pregiudica i suoi diritti.
- Reclamo — Il rimedio utilizzato per chiedere il riesame di determinati provvedimenti.
- Sospensione dell’efficacia esecutiva — Il provvedimento che blocca temporaneamente la possibilità di eseguire una decisione impugnata.
- Procedimento cautelare — Il procedimento rapido diretto a proteggere provvisoriamente un diritto minacciato durante il tempo necessario per la decisione ordinaria.
- Sequestro giudiziario — La custodia giudiziale di beni la cui proprietà o disponibilità è controversa.
- Sequestro conservativo — Il vincolo sui beni del debitore destinato a evitare che la futura esecuzione diventi inutile.
- Provvedimento d’urgenza — La misura cautelare adottabile quando un diritto è minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile e manca una tutela cautelare specifica.
- Inibitoria — L’ordine del giudice che vieta provvisoriamente un comportamento o sospende gli effetti di un atto.
- Mediazione — Il procedimento in cui un soggetto imparziale aiuta le parti a cercare un accordo.
- Negoziazione assistita — Il procedimento in cui le parti, assistite dagli avvocati, tentano di risolvere consensualmente la controversia.
- Conciliazione — L’accordo con cui le parti compongono una controversia, spesso con l’intervento di un giudice o di un terzo.
- Transazione — Il contratto con cui le parti, mediante reciproche concessioni, chiudono o prevengono una lite.
- Arbitrato — La decisione di una controversia affidata, per accordo delle parti, a uno o più arbitri invece che al giudice statale.
6. Crediti ed esecuzione forzata
- Clausola compromissoria — La clausola con cui le parti stabiliscono che future controversie saranno decise da arbitri.
- Compromesso arbitrale — L’accordo con cui una controversia già sorta viene affidata ad arbitri.
- Lodo arbitrale — La decisione pronunciata dagli arbitri.
- Decreto ingiuntivo — L’ordine giudiziale di pagare una somma o consegnare una cosa, emesso sulla base dei presupposti e della prova richiesti dalla legge.
- Opposizione a decreto ingiuntivo — Il giudizio con cui l’ingiunto contesta l’esistenza o l’ammontare del credito.
- Provvisoria esecutorietà — La possibilità di eseguire un provvedimento anche se non è ancora definitivo.
- Titolo esecutivo — L’atto o il provvedimento che consente di iniziare l’esecuzione forzata.
- Atto di precetto — L’intimazione al debitore di adempiere entro il termine indicato, prima dell’esecuzione.
- Esecuzione forzata — Il procedimento con cui si attua coattivamente un diritto rimasto insoddisfatto.
- Espropriazione forzata — L’esecuzione che aggredisce i beni del debitore per convertirli in denaro e soddisfare i creditori.
- Pignoramento — L’atto che vincola determinati beni o crediti del debitore all’esecuzione.
- Pignoramento mobiliare — Il pignoramento di beni mobili appartenenti al debitore.
- Pignoramento immobiliare — Il pignoramento di immobili del debitore.
- Pignoramento presso terzi — Il pignoramento di crediti o beni del debitore che si trovano presso un altro soggetto, come una banca o un datore di lavoro.
- Dichiarazione del terzo — La comunicazione con cui il terzo pignorato indica se possiede beni o deve somme al debitore.
- Creditore procedente — Il creditore che avvia l’esecuzione forzata.
- Creditore intervenuto — Il creditore che entra in una procedura esecutiva già iniziata da un altro.
- Debitore esecutato — La persona contro la quale si svolge l’esecuzione.
- Conversione del pignoramento — La sostituzione dei beni pignorati con una somma di denaro nei modi e nei termini stabiliti dalla legge.
- Riduzione del pignoramento — La limitazione del vincolo quando il valore dei beni pignorati è eccessivo rispetto al credito.
- Custode giudiziario — Il soggetto incaricato di conservare e amministrare il bene pignorato o sequestrato.
- Delegato alla vendita — Il professionista incaricato dal giudice di compiere le operazioni della vendita forzata.
- Vendita senza incanto — La modalità ordinaria di vendita forzata basata sulla presentazione di offerte secondo le regole fissate.
- Aggiudicazione — L’attribuzione del bene al soggetto che ha presentato l’offerta risultata vincente.
- Decreto di trasferimento — Il provvedimento che trasferisce all’aggiudicatario la proprietà del bene espropriato.
7. Obbligazioni e contratti
- Assegnazione — L’attribuzione al creditore di un bene o di un credito pignorato in soddisfazione del proprio diritto.
- Distribuzione del ricavato — La ripartizione tra i creditori del denaro ottenuto dall’esecuzione.
- Opposizione all’esecuzione — L’azione con cui si contesta il diritto del creditore di procedere esecutivamente.
- Opposizione agli atti esecutivi — L’azione con cui si contestano la regolarità formale o specifici atti dell’esecuzione.
- Esecuzione per consegna o rilascio — Il procedimento diretto a ottenere coattivamente un bene mobile o la disponibilità di un immobile.
- Obbligazione — Il rapporto per cui un soggetto deve eseguire una prestazione nell’interesse di un altro.
- Creditore — Chi ha il diritto di ottenere una prestazione.
- Debitore — Chi è tenuto a eseguire la prestazione.
- Prestazione — Il comportamento dovuto, che può consistere nel dare, fare o non fare qualcosa.
- Adempimento — L’esecuzione esatta della prestazione dovuta.
- Inadempimento — La mancata o inesatta esecuzione dell’obbligazione.
- Adempimento del terzo — L’esecuzione della prestazione da parte di un soggetto diverso dal debitore.
- Mora del debitore — Il ritardo giuridicamente rilevante del debitore nell’adempimento.
- Mora del creditore — Il rifiuto ingiustificato del creditore di ricevere la prestazione correttamente offerta.
- Costituzione in mora — L’atto con cui il creditore richiede formalmente l’adempimento al debitore.
- Diffida ad adempiere — L’intimazione a eseguire il contratto entro un termine adeguato, con avvertimento che in mancanza il contratto si risolverà.
- Obbligazione solidale — L’obbligazione in cui ciascun debitore può essere tenuto all’intero, oppure ciascun creditore può esigere l’intero, secondo il tipo di solidarietà.
- Obbligazione parziaria — L’obbligazione divisa tra più soggetti, ciascuno tenuto o avente diritto soltanto per la propria quota.
- Obbligazione alternativa — L’obbligazione che può essere adempiuta eseguendo una tra più prestazioni previste.
- Obbligazione indivisibile — L’obbligazione avente a oggetto una prestazione che non può essere frazionata.
- Cessione del credito — Il trasferimento del diritto di credito a un altro soggetto.
- Cessione del contratto — Il trasferimento a un terzo dell’intera posizione derivante da un contratto, con i consensi richiesti.
- Delegazione — L’operazione con cui un soggetto incarica un altro di pagare o di obbligarsi verso un terzo.
- Espromissione — L’assunzione spontanea, da parte di un terzo, del debito altrui verso il creditore.
- Accollo — L’accordo con cui un terzo assume il debito di un’altra persona.
8. Validità, scioglimento e garanzie contrattuali
- Novazione — L’estinzione di un’obbligazione sostituita con una nuova, diversa per oggetto, titolo o soggetti nei casi previsti.
- Compensazione — L’estinzione di due debiti reciproci fino alla concorrenza dell’importo comune.
- Confusione — L’estinzione dell’obbligazione quando creditore e debitore diventano la stessa persona.
- Remissione del debito — La rinuncia del creditore al proprio credito.
- Impossibilità sopravvenuta — L’impossibilità di eseguire la prestazione verificatasi dopo la nascita dell’obbligazione per una causa non imputabile al debitore.
- Contratto preliminare — Il contratto con cui le parti si obbligano a concludere in futuro un contratto definitivo.
- Esecuzione in forma specifica — La tutela che permette di ottenere, quando possibile, lo stesso risultato dovuto e non soltanto un risarcimento in denaro.
- Condizione sospensiva — L’evento futuro e incerto dal quale dipende l’inizio degli effetti del contratto.
- Condizione risolutiva — L’evento futuro e incerto che, se si verifica, fa cessare gli effetti del contratto.
- Termine essenziale — Il termine oltre il quale la prestazione non conserva più l’utilità prevista per il creditore.
- Clausola risolutiva espressa — La clausola che collega la risoluzione del contratto all’inadempimento di una specifica obbligazione.
- Risoluzione del contratto — Lo scioglimento del contratto per inadempimento, impossibilità sopravvenuta o eccessiva onerosità nei casi previsti.
- Recesso — Il potere di una parte di sciogliersi unilateralmente dal contratto quando lo consentono la legge o l’accordo.
- Disdetta — La comunicazione diretta a impedire il rinnovo di un contratto alla scadenza.
- Nullità — La forma più grave di invalidità del contratto, prevista quando manca un requisito essenziale o viene violata una norma inderogabile.
- Annullabilità — L’invalidità che permette alla parte protetta dalla legge di chiedere l’annullamento del contratto.
- Rescissione — Il rimedio per determinati contratti conclusi in stato di pericolo o in condizioni di grave sproporzione legate allo stato di bisogno.
- Simulazione — L’accordo con cui le parti dichiarano un contratto che non vogliono realmente oppure ne nascondono uno diverso.
- Contratto fiduciario — L’operazione in cui un diritto viene attribuito con l’obbligo di utilizzarlo o ritrasferirlo secondo un accordo interno.
- Caparra confirmatoria — La somma o quantità di cose fungibili consegnata come conferma dell’impegno e garanzia contro l’inadempimento.
- Caparra penitenziale — Il corrispettivo stabilito per l’esercizio del diritto di recesso.
- Clausola penale — La clausola che predetermina la prestazione dovuta in caso di inadempimento o ritardo.
- Clausola vessatoria — Una clausola particolarmente gravosa, sottoposta a specifiche regole di approvazione o validità secondo il tipo di contratto.
- Fideiussione — La garanzia personale con cui un soggetto si obbliga verso il creditore per il debito altrui.
- Beneficio di escussione — Il diritto del garante di pretendere, quando previsto, che il creditore agisca prima contro il debitore principale.
9. Responsabilità, danni, proprietà e abitazione
- Responsabilità contrattuale — La responsabilità derivante dall’inadempimento di un’obbligazione preesistente.
- Responsabilità extracontrattuale — La responsabilità per aver causato ingiustamente un danno al di fuori di uno specifico rapporto obbligatorio.
- Responsabilità oggettiva — La responsabilità collegata dalla legge a una determinata situazione anche senza la normale prova della colpa.
- Dolo — La volontà consapevole di realizzare un fatto o un inadempimento.
- Colpa — La violazione di regole di prudenza, diligenza, perizia o di specifiche norme, senza volontà di provocare l’evento.
- Colpa grave — Una negligenza particolarmente marcata rispetto al comportamento esigibile.
- Nesso causale — Il collegamento necessario tra una condotta e l’evento dannoso.
- Danno emergente — La perdita economica effettivamente subita.
- Lucro cessante — Il guadagno che il danneggiato non ha potuto conseguire a causa dell’illecito o dell’inadempimento.
- Danno patrimoniale — Il pregiudizio economicamente valutabile subito dal patrimonio.
- Danno non patrimoniale — Il pregiudizio a interessi della persona non direttamente economici, risarcibile nei casi riconosciuti dall’ordinamento.
- Danno biologico — La lesione temporanea o permanente dell’integrità psicofisica medicalmente accertabile.
- Perdita di chance — La perdita concreta di una seria possibilità di ottenere un risultato favorevole.
- Concorso di colpa del danneggiato — Il contributo del danneggiato alla produzione o all’aggravamento del proprio danno.
- Caso fortuito — L’evento imprevedibile e inevitabile che può interrompere il collegamento tra una condotta e il danno.
- Forza maggiore — L’evento esterno, straordinario e irresistibile che impedisce di adempiere o evitare un danno.
- Arricchimento senza causa — Il vantaggio patrimoniale ottenuto a danno di un altro senza una valida giustificazione giuridica.
- Ripetizione dell’indebito — L’azione per ottenere la restituzione di ciò che è stato pagato senza essere dovuto.
- Azione revocatoria — L’azione con cui il creditore chiede che un atto del debitore pregiudizievole alla garanzia patrimoniale sia dichiarato inefficace nei suoi confronti.
- Garanzia patrimoniale generica — Il principio per cui il debitore risponde delle obbligazioni con i propri beni presenti e futuri.
- Proprietà — Il diritto di godere e disporre di un bene in modo pieno ed esclusivo entro i limiti dell’ordinamento.
- Possesso — L’esercizio di fatto dei poteri corrispondenti alla proprietà o a un altro diritto reale.
- Detenzione — La disponibilità materiale di un bene riconoscendo l’altrui diritto su di esso.
- Usucapione — L’acquisto della proprietà o di un altro diritto reale mediante un possesso protratto per il tempo e con i requisiti stabiliti dalla legge.
- Trascrizione — La pubblicità nei registri immobiliari che rende determinati atti opponibili ai terzi e risolve i conflitti tra più acquirenti.
10. Diritti reali, condominio, locazioni e successioni
- Usufrutto — Il diritto di utilizzare un bene altrui e ricavarne i frutti rispettandone la destinazione economica.
- Nuda proprietà — La proprietà priva temporaneamente del godimento attribuito all’usufruttuario.
- Uso — Il diritto di servirsi di un bene e raccoglierne i frutti nei limiti dei bisogni propri e della famiglia.
- Abitazione — Il diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della famiglia.
- Servitù prediale — Il peso imposto su un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a un diverso proprietario.
- Enfiteusi — Il diritto reale che consente di godere di un fondo altrui con l’obbligo di migliorarlo e pagare un canone.
- Superficie — Il diritto di costruire o mantenere una costruzione separandone la proprietà da quella del suolo.
- Comunione — La contitolarità dello stesso diritto su un bene da parte di più persone.
- Divisione — Lo scioglimento della comunione mediante attribuzione dei beni o del loro valore ai partecipanti.
- Pertinenza — La cosa destinata stabilmente al servizio o all’ornamento di un’altra cosa principale.
- Condominio — La situazione in cui coesistono proprietà esclusive e parti comuni dello stesso edificio.
- Millesimi — I valori proporzionali utilizzati, nei limiti previsti, per ripartire spese e voti condominiali.
- Innovazione condominiale — L’opera che modifica le parti comuni per migliorarle, trasformarle o destinarle a un nuovo uso.
- Supercondominio — Il complesso di più edifici o condomìni che condividono beni, impianti o servizi comuni.
- Locazione — Il contratto con cui una parte concede a un’altra il godimento di un bene per un periodo e un corrispettivo.
- Comodato — Il contratto essenzialmente gratuito con cui un bene viene consegnato perché sia usato e poi restituito.
- Sfratto per morosità — Il procedimento con cui il locatore chiede il rilascio dell’immobile a causa del mancato pagamento.
- Licenza per finita locazione — Il procedimento avviato prima della scadenza per ottenere il rilascio quando il contratto terminerà.
- Legittimario — Il familiare al quale la legge riserva una quota dell’eredità.
- Quota di legittima — La parte del patrimonio ereditario riservata per legge ai legittimari.
- Collazione ereditaria — Il conferimento, reale o contabile, di determinate donazioni ricevute dal defunto da parte dei coeredi tenuti alla collazione.
- Rappresentazione ereditaria — Il meccanismo che consente ai discendenti di subentrare nel luogo e nel grado del loro ascendente che non può o non vuole succedere.
- Retratto successorio — Il diritto dei coeredi di riscattare la quota ereditaria venduta a un estraneo alle condizioni stabilite dalla legge.
- Accettazione con beneficio d’inventario — L’accettazione che mantiene separati il patrimonio dell’erede e quello ereditario, limitando la responsabilità nei termini previsti.
- Eredità giacente — La situazione dell’eredità non ancora accettata e priva di un possessore, amministrata da un curatore nominato dal giudice.
Fonti essenziali
- Codice civile vigente, portale Normattiva.
- Codice di procedura civile vigente, portale Normattiva.
- Glossario del Ministero della Giustizia.
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